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In questo blog io parlo di tutto me stesso. Della versione diurna e di quella notturna.
Elementi splendidi su cui sto investendo e su cui voglio costruire sono BIBI, il mio amore, e la mia carriera, dalla quale voglio trarre l'elemento propulsivo per la mia famiglia.

Di BIBI vi racconterò. Vi racconterò anche del mio lavoro. Ma su questo pongo un interrogativo:

Ad un ingegnere così, lo assumeresti nella tua azienda?
A chi passeresti il relativo curriculum?

Ad oggi lavoro nel Novarese e abito sul lago Maggiore. Non so dove mi porterà la vita, la famiglia, la carriera. Ma ho voglia di vivermi questo mondo. Con BIBI.
In questa vita, mettendoti al corrente di me, ti ho coinvolto. E adesso ti lancio una sfida.

Mi assumeresti? dove?

Giostra



POST PERMANENTE

  Qualche mese fa, nell'Agosto scorso, con precisione, scrissi così. Tenete conto che l'invito al singolare, sia ora al plurale, ad una, a più coppie. Ma torna ad essere valido. Così come fu scritto allora. Con quelle parole, con quel senso. Con giusto quello. Leggetelo. Ho voglia di costruire un gruppetto di gente che vuol godersela, nella grigia Torino. Chi ne ha voglia, ha solo da farsi avanti.

Per leggere l'invito--->>> Clicca qui

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19:50 giovedì, 17 gennaio 2008

Mai frase potrebbe essere più rappresentativa per me in questo momento. In almeno tre accezioni.

Come dicevo, dopo le dimissioni dalla vecchia societò, tornato dalla vacanza in Brasile, ho scelto per me un periodo da "disoccupato" nel quale occuparmi della stesura definitiva della mia tesi di dottorato. Questo periodo dura dal 14 gennaio al 1° di febbraio. Almeno ufficialmente, almeno fino ad ora.

Tale periodo era fissato fosse speso per metà in Sicilia dai miei, nella cui mansarda posso stare nella tranquillità che voglio e per metà a Torino, nella regia bettola. La prospettiva era splendida: rivivere per un pezzo quella vita e quella organizzazione tipica di quando studiavo. Sveglia quando voglio io, impegni sui libri, determinazione, smartness, pasti ad orari anarchici, pasti anarchici. E la soddisfazione del raggiungimento di un obiettivo, alla fine dello sforzo.

Mi ricordo, sembravo un treno, un qualcosa di inarrestabile, per determinazione e per impatto. Fissato alla meta, all'obiettivo, integralista. Come poco mi sento oggi. In questo periodo. Dovessi studiare adesso per una laurea, non sono sicuro ce la farei, non nella maniera in cui ce l'ho fatta fino a 4 anni fa. Anche nell'affrontare complicazioni. Anche se oggi so comprendere questioni di un livello di complicazione diversa da quella di anni fa, sento che nel farlo mi manca un pezzo, mi manca uno stacco, mi manca... lo smalto. Essere esposto a cose che non capivo, prima mi implicava un'accelerazione del cervello che definisco smalto.

Che nel mentre, dopo una visita di remise en form dei denti, vedo deteriorato sugli stessi. Smalto che rivoglio e che pretendo. Cura, nel breve periodo, e integralismo a seguire.

Smalto per le unghia del mio cervello, se cervello di femmina fosse. Lo voglio, anche per lui. Rivoglio lo smalto per le unghia del mio cervello. Sgombero degli impegni che appesantiscono la mia testa in questo periodo, manicure del cervello e smalto.

Nel mentre, dal 14 all'1, avrei dovuto anche cercare casa sul lago maggiore, fare un minimo di trasloco, ambientarmi nel lavoro nuovo. Decisamente troppo, anche se lo smalto lo avessi avuto tutto e più di sempre.

Ho chiamato il direttore del personale della nuova società, chiedendo solo alla fine della chiacchierata di convenevoli, la possibilità di essere assunto dopo il 15 febbraio. Per lui, mi ha detto che non ci sono problemi. Ne parlerà con l'amministratore e mi farà sapere.

Iniziamo da questo. Alla riscossa dello smalto.
Mentre casca a fagiuolo questo periodo in cui, allenandomi in casa, posso andare alla ricercadi chi posso tornare ad essere, almeno sui libri e con la concentrazione, se non altro perchè lo sono stato già.

E poi via di limetta per le unghia del cervello da femmina...



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categoria : me stesso