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In questo blog io parlo
di tutto me stesso. Della versione diurna e di quella notturna. Elementi splendidi su cui sto investendo e su cui voglio costruire sono BIBI, il mio amore, e la mia carriera, dalla quale voglio trarre l'elemento propulsivo per la mia famiglia. Di BIBI vi racconterò. Vi racconterò anche del mio lavoro. Ma su questo pongo un interrogativo:
Ad un ingegnere così, lo assumeresti nella tua azienda? Ad oggi lavoro nel Novarese e
abito sul lago Maggiore. Non so dove mi porterà la vita, la
famiglia, la carriera. Ma ho voglia di vivermi questo mondo. Con
BIBI. Mi assumeresti? dove? Giostra |
POST PERMANENTE
Qualche mese fa, nell'Agosto scorso, con precisione, scrissi così. Tenete conto che l'invito al singolare, sia ora al plurale, ad una, a più coppie. Ma torna ad essere valido. Così come fu scritto allora. Con quelle parole, con quel senso. Con giusto quello. Leggetelo. Ho voglia di costruire un gruppetto di gente che vuol godersela, nella grigia Torino. Chi ne ha voglia, ha solo da farsi avanti.
Per leggere l'invito--->>> Clicca qui
P.link ¦

O goduto e fotografato diversi tramonti, spesso in spiaggia, spesso dalla veranda di casa mia, con più o meno nuvole, con o senza il mare di sfondo, con gli alberi, con le scogliere. Tante foto. Spesso a ripetizione, fino a quando il sole non colava via. Colava, non è un termine utilizzato a caso, è da tenere a mente.

Fotografando ho riflettuto. E vuoi che anche fotografando la Natura non mi vengano in testa le mie fantasie? Nella mia testa, in una metafora, una intera giornata è come una trombata. Non per essere ottimista di natura, una giornata può anche essere cattiva, corta, lunga, nuvolosa, torbida. Ma anche spettacolare, goduriosa, splendida.
Una trombata, come una giornata, ha un'inizio, una fine. E un durante. Belli o meno belli, ha tutti questi elementi. Come una giornata. E il tramonto è uno dei momenti topici di una giornata, come la fine di una trombata è topica per la trombata stessa.
Certi tramonti sono indimenticabili, come certi orgasmi. Lunghi, pregustati, rossi, caldi, romantici. Certi altri passano inosservati, come godimenti non pervenuti da uomini che nel mentre hanno provveduto a svuotarsi. Senza preoccuparsi di nulla. Lontani dal proprio corpo e del corpo di chi li sta facendo godere. Come talvolta capita anche a me.
Il tramonto come la fine di una trombata, quindi. Mi sono fermato ad osservarli, ad aspettarli, a goderne. Ma da questo, come si arriva a dimostrare la femminilità della Natura? Da banale maschio il più delle volte, come ogni banale maschio, arrivato all'orgasmo, si è già in un universo diverso, non più di sesso e coccole, in un universo lontano universi. Già pronti a pensare al lavoro dell'indomani, alle carte da preparare, alle cose da sbrigare. In un nanosecondo, quando ancora si pulsa schizzando via semi.
Allora, allo stesso modo, nella metafora, raggiunto il tramonto, alzavo i tacchi e andavo via, come se non ci fosse nulla più di interessante da gustare. Come un banale maschio. La Natura, femmina, invece, guarda che fa? Per lei venire è mica la fine dell'Amore? O l'inizio? E dopo è ancora meglio di prima...

giostrafotografa