Link agli altri Blog del Luna Park...

se ti vuoi confessare...
voglioconfessare.spinder.com
il giostraio ti confessa in un blog pieno di confessioni dei suoi lettori...

la versione completa della giostra...
dolceforzaprivata.spinder.com
per molti, ma non per tutti... per poter tornare a scrivere in libertà...



bibigiostra@hotmail.it

In questo blog io parlo di tutto me stesso. Della versione diurna e di quella notturna.
Elementi splendidi su cui sto investendo e su cui voglio costruire sono BIBI, il mio amore, e la mia carriera, dalla quale voglio trarre l'elemento propulsivo per la mia famiglia.

Di BIBI vi racconterò. Vi racconterò anche del mio lavoro. Ma su questo pongo un interrogativo:

Ad un ingegnere così, lo assumeresti nella tua azienda?
A chi passeresti il relativo curriculum?

Ad oggi lavoro nel Novarese e abito sul lago Maggiore. Non so dove mi porterà la vita, la famiglia, la carriera. Ma ho voglia di vivermi questo mondo. Con BIBI.
In questa vita, mettendoti al corrente di me, ti ho coinvolto. E adesso ti lancio una sfida.

Mi assumeresti? dove?

Giostra



POST PERMANENTE

  Qualche mese fa, nell'Agosto scorso, con precisione, scrissi così. Tenete conto che l'invito al singolare, sia ora al plurale, ad una, a più coppie. Ma torna ad essere valido. Così come fu scritto allora. Con quelle parole, con quel senso. Con giusto quello. Leggetelo. Ho voglia di costruire un gruppetto di gente che vuol godersela, nella grigia Torino. Chi ne ha voglia, ha solo da farsi avanti.

Per leggere l'invito--->>> Clicca qui

P.link ¦

21:25 mercoledì, 27 febbraio 2008

Come ogni Santa Domenica, siamo stati al cinema. Questa volta abbiamo visto un film americano quasi ben fatto, ma americano. Non che avesse chissà quanti proiettili o effetti speciali: era parziale e mistificatore. Parlava di come, quasi per caso, un deputato americano avesse inflitto per la prima volta un colpo alla vecchia unione sovietica, in Afganistan.  Si, bello, ben fatto, peccato che non abbiano raccontato che per fare ciò hanno armato i talebani. Contro cui hanno combattuto poco dopo.

    Finisce il film e, non avendo ancora mangiato, pensiamo di andare a fare un giro da Lucignolo, un nuovo locale gay sotto casa mia. Adoro andarci con BIBI, la mia fidanzata.
La settimana prima andammo prima del cinema. Ebbimo modo di fare l’aperitivo. In buona sostanza, di cenare.
Pensavamo di fare lo stesso anche questa volta, ma era tardi.

    All’interno del locale un mio amico fa le foto. Ci intravede, ci raggiunge, chiacchieriamo. Lo metto al corrente delle scelte che ho compiuto nell’ultima settimana, del fatto che adesso lavoro a Torino. Scelgo una pina colada. Non l’avessi mai fatto: era orrida.
Adocchiamo la gente che si allieta in quel posto.
Tantissime coppie gay. Praticamente tutte. Poche le coppie etero come la nostra. Ma ce ne sono. Una coppia è praticamente carina. Avevo voglia di giocare: provo a baccagliarmela.

    BIBI non sembra tanto in vena. La cosa un po’ mi scoccia, ma posso farci poco. Se non altro perché ho anche giustamente da pensare all’indomani: la nuova prima. La nuova prima sul lavoro, la seconda in 8 giorni, benché sia la prima di cui sto scrivendo. Non avendo mangiato, usciti dal locale quando erano passate da poco le 23, optiamo per un kebab nella stessa via del locale, nella stessa via del Nazionale. Gradevole di gusto, ma foriero di una notte insonne, tanto per me quanto per BIBI che addirittura ha accusato problemini un briciolo più seri con lo stomaco.
Se vi fidate di me, non ci andate. Vediamoci al Lucignolo la domenica sera, piuttosto.

    A casa scelgo l’abito e la camicia da mettere l’indomani, lunedì, per la prima. Scelgo il Calvinklein marrone scurissimo, quello che sembra definitivamente nero.
Pantalone stretto, giacca monopetto con i classici 3 bottoni. Un taglio semplice e bello. Le scarpe nere, la cintura nera con inserti in metallo sui fianchi, una camicia lilla-rosa, la cravatta rosa-antico con piccoli ricamini per occhi fini. Stiro la camicia, ci addormentiamo. O meglio, ci mettiamo a rosolare sul letto.

    La sveglia, come un sollievo, suona alle 7:30 per me.
Qualche minuto prima per BIBI. Mi vesto, non faccio colazione, preparo da mangiare per Andy, esco. Sono in anticipo di almeno 20 minuti. Parcheggio. Ho con me i gianduiotti di benvenuto. Non credo di sortire necessariamente un comportamento benevolo da parte dei nuovi colleghi. Voglio piuttosto che abbiano chiaro che sono diverso.

    Alla sorveglianza trovo la stessa Signora che mi aveva augurato l’arrivederci. Comincio a sfoggiare i cioccolatini. Ne offro qualcuno, a lei, come a i suoi colleghi. Nel mio piano, il Capone (Guzzantoso) non è ancora arrivato. Il mio Capetto sembra non ci sarà per tutto il giorno. La scrivania è quasi in mezzo ad un enorme loft. Ha un telefono con una marea di tasti, un bel pc, un monitor sfigato. Il portatile che mi spetta non sembra essere arrivato. Arriverà?

    L’ambiente non è tanto rumoroso, l’aria sembra del tipo:
“devo lavorare, ma soprattutto non mi devo sprecare”. Mi presentano il mio gruppo: una scarsa dozzina di persone.
Tutte abbastanza giovani, credo tutti ingegneri/esse, fatta salva l’attempata e storditella segretaria. Un primo giorno non tanto in salita, quasi mi annoio, ma la scoperta è la mensa.
unoGiostra
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : ingegnere

18:26 domenica, 24 febbraio 2008

    Ad un certo punto siamo stati davanti ad una celletta. Una porta con delle graticole sufficientemente larghe per consentirci di guardare (spiare) comodamente. Il locale era pienissimo. Quasi non c'era un angolo dove mettersi, stando lontano dalla fiumana della gente. Credo ci siano state almeno 150 coppie.
    Davanti al nostro sguardo, un letto e due coppie. Tutto sommato giovani. Credo due coppie trentenni. Il primo lui biondino, curato, capello un pò lungo. Un fisico asciutto. La sua donna, o la donna con cui sta facendo l'amore è mora, capelli lunghi, asciutta. Inarca il sedere pronunciandolo, rendendolo come l'apice del suo corpo, sebbene appoggi anche le braccia tese sul letto. I colpi di lui erano decisissimi, con un sesso rilevante. Lei godeva, si sentiva, di un godere "sincero". Era dannatamente bello vederli trombare. Stilosi. Goduriosi.
    Mettevano quasi in ombra l'altra coppia. Anzi, la oscuravano. Qualche secondo dopo, qualche istante dopo realizzo che mi gira quasi la testa. E' bizzarro. Non mi era mai successo prima in quel contesto.
    Non credo sia stato l'alcool, abbiamo sempre bevuto in quel posto. E mai non più di un drink. Ieri scelsi una caipirina. Come tutte le volte che ho bevuto da quando sono tornato dal Brasile. Era forterella, ma non stroncava. Non era la vera causa del giramento di testa.
    Era quella scena. Bella bella. O il vederla dopo tanto tempo. Come dopo che fumai per la prima volta l'arghilè dopo le vacanze di Natale, dopo più di un mese. Come dopo la prima sorsata di birra nel celeberrimo scritto di Delerm. Mi ubriacai di quella scena. Al primo sorso, dopo tanto tempo... Il resto, orgie, trii o chissà cos'altro: erano dettagli.

giostra
La serata continuò.
unoGiostra
P.link ¦ commenti (2) ¦ commenti (2)(popup)
categoria : sesso, hot , boccoli

14:03 sabato, 23 febbraio 2008

Tra qua
e qua.
Per stanotte.

giostra
unoGiostra
P.link ¦ commenti (1) ¦ commenti (1)(popup)
categoria : sesso, hot , boccoli