
|
Link agli altri Blog del Luna Park... |
|
|
|
se ti vuoi confessare... |
![]() |
la versione completa della giostra... |
|
In questo blog io parlo
di tutto me stesso. Della versione diurna e di quella notturna. Elementi splendidi su cui sto investendo e su cui voglio costruire sono BIBI, il mio amore, e la mia carriera, dalla quale voglio trarre l'elemento propulsivo per la mia famiglia. Di BIBI vi racconterò. Vi racconterò anche del mio lavoro. Ma su questo pongo un interrogativo:
Ad un ingegnere così, lo assumeresti nella tua azienda? Ad oggi lavoro nel Novarese e
abito sul lago Maggiore. Non so dove mi porterà la vita, la
famiglia, la carriera. Ma ho voglia di vivermi questo mondo. Con
BIBI. Mi assumeresti? dove? Giostra |
POST PERMANENTE
Qualche mese fa, nell'Agosto scorso, con precisione, scrissi così. Tenete conto che l'invito al singolare, sia ora al plurale, ad una, a più coppie. Ma torna ad essere valido. Così come fu scritto allora. Con quelle parole, con quel senso. Con giusto quello. Leggetelo. Ho voglia di costruire un gruppetto di gente che vuol godersela, nella grigia Torino. Chi ne ha voglia, ha solo da farsi avanti.
Per leggere l'invito--->>> Clicca qui
P.link ¦
Tra le pieghe di una giostra, mi riscopro ancora più giostra. L’estate volge al termine. Alla fine io sono riuscito a farmi un periodo discreto di ferie, BIBI è riuscita a racimolare un ponte di 5 giorni. Il fratello che vive normalmente con la mamma, e che quindi in questo periodo ha vissuto con BIBI, non si era praticamente allontanato da Torino.
Giostra
La prossima volta, però, prima di chiamarlo, vedo di dargli una spruzzatina di svitol. Quanto mi vien voglia di strappare la laurea di tanto in tanto…
Giostrasmutandata.
Il tempo scivola fastidiosamente. Come gli pare e piace a lui. Scivola. Come in un AcquaFun. Attendi e non sembra passare mai, ti lanci ed è un attimo. Magari perché è giusto un attimo. O come in un AcquaFun, in uno scivolo di un AcquaFun. Ti lanci e ora acquistando velocità, vai lento. Quando l’hai acquistato vai forte, per poi rifrenare.
Ad ogni modo, passa, inesorabile. Tritura, attenua. Attenua. Tanto le cose belle, quanto le brutte. Attenua, fa dimenticare. E in questo senso mi infastidisce. Adoro la mia vita. La adoro perché mi dà compiacimento. La adoro perché esperienze belle e brutte mi hanno sempre fatto crescere. Perché belle e brutte, con il senno di poi, mi fanno sorridere, godere di me.
Dimenticare è quindi per me come patire. Spettacolare fu il primo periodo in cui iniziai a tenere questo blog. Spettacolare. A quel punto, dimenticare era qualcosa di più difficile. Potevo archiviare, riporre in un forziere i miei trascorsi. E goderne e tornare a goderne, dopo.
Ripiombo nello sconforto adesso che il tempo, mancando, mi vieta di tesaurizzare quanto mi capita Mi rompe ancora di più pensare che sia possibile godere come ho goduto e non poterlo fare per il tempo che scivola via.
Ho considerazioni belle, nella mia testa, per la mia testa, nate nelle pause di questa estate. Considerazioni di cui ho iniziato a scrivere. Alcune altre sono in quel limbo. Nel limbo impavido e strano, interlocutorio, sbeffeggiante. A due uscite: il dimenticatoio e il forziere. Ed in mezzo un grossissimo orologio, un enorme quadrante come pavimento. Un pavimento strano. Un enorme orologio strano. A macinare non sono le lancette, ma esso stesso, il pavimento. Che traballando, muovendosi, ruotando, fa decomporre i ricordi prima che questi siano portati d’imperio altrove.
“L’OK cambia la vita” è una considerazione. Importante?
Lo è per me. Mi sembrava geniale.
“Tutto il mondo è paese o è come il tumore?”
“Tra le pieghe della giostra”.
Oltre a già in scrittura da qualche giorno, pronto, in dirittura d’arrivo.
Ho voglia di continuare a fare tesoro di me. E a renderlo magico mettendolo sotto gli occhi di chi trova piacere nel leggerlo, nel tenersi informato, nel volerne sapere, nel commentarlo.
Giostradevoperchèlideamipiace